Buongiorno a Tutti

26/03/2020

MARTA SAVINO

Vice President Human Resources Director

Buongiorno a tutti, spero che questa mia trovi tutti voi e i vostri cari al meglio.

A Milano stiamo incominciando la quinta settimana di emergenza, con ufficio chiuso e scuole chiuse.
Non mi vergogno a confessarlo, con grande dose di ottimismo, lunedì 24 febbraio, ho aperto gli occhi pensando che sarebbe stata una settimana diversa e che si faceva bene ad usare un “eccesso di cautela”.
Guardando indietro forse, più che di ottimismo, si è trattato di fatica o di paura di guardare verso quale evidenza catastrofica stavamo andando.

Nota di colore, la chiusura della scuola l’ho presa un po’ come una mini vacanza, sveglie meno antelucane, meno stress di cose da organizzare, nessuna nota da firmare, nessuna lezione da provare la sera. Insomma tutto tempo recuperato.
Nel corso dei giorni le cose sono precipitate, credo di non avere voglia di raccontarle e soprattutto nessuno ha voglia di sentirle di nuovo.
Eccoci qua, io e mia figlia Angelica di 8 anni recluse in casa, come tutti, per la quasi totalità del tempo.
Pian piano le giornate hanno preso una forma e ti accorgi che siamo tutti molto più flessibili e adattabili di quanto non avessimo pensato.
Le giornate non sono diverse da prima, solo che tutto è diventato virtuale.
Ad aggiungere complessità le impalcature nel mio palazzo e quindi anche la luce è diventata virtuale!!!

Cerco almeno di passare metà giornata in una stanza e metà in un’altra per rendere le cose un po’ diverse.
Mia figlia guarda la televisione fino ad orari improbabili ma alla fine, in deroga alle già pochissime regole della nostra mini famiglia, ho pensato di lasciare fare. Lascio fare almeno la mattina non si fa vedere fino alle h11 e ho tre ore buone, senza dover cercare di zittire nessuno, con il piede sotto al tavolo, mentre cerco di sentire cosa dicono in webex.
Ho imparato a vestire avatar con la mia faccia per darle retta, con la speranza che non mi richieda per l’ennesima volta, magari mentre sono al telefono, “quale è più bello?”.
Sto tollerando di vederla vestita ogni giorno con vestiti sempre più improponibili e trash che mi estorce su qualche sito altrettanto tamarro, sempre mentre sono al telefono, il tutto pur di non farmi chiedere “Dimmi perché non me lo prendi?”. Ci sono momenti in cui proprio non sarebbe possibile farle un discorso sul buon gusto e sulla non opportunità di comprare proprio tutto. Ancora una volta in deroga ad ogni principio.
Ho imparato a condividere il computer con bambole aspiranti dattilografe… e meno male che ogni tanto, a regalarmi dei minuti preziosi, ci sono bambole che necessitano di lettura di qualche storia! Altre volte le bambole, almeno loro, richiedono di uscire e, fra preparazione e finte gite, guadagno almeno mezz’ora di pace!

Certo non ero preparata ad interrompere il flusso del lavoro per preparare pranzo e cena ma, ripeto, alla fine l’essere umano si adatta a tutto e, dopo i primi giorni di straniamento, adesso riesco a fare varie cose insieme senza perdere nemmeno troppo la pazienza!
Non nascondo che ci si sente un po’ soli, telefonate che rappresentavano un on top a tutto, in questo momento sono, non dico desiderabili, ma quasi.
Adesso poi sono iniziate anche delle mini lezioni di scuola al pomeriggio e, a parte il lavoro nel lavoro di evitare che Angelica lasci la postazione e torni a vedere la televisione, devo dire che mi sto divertendo a sentire cosa si raccontano i bambini fra di loro all’intervallo (fanno anche un mini intervallo virtuale) e l’appello mi mette sempre un brivido di ansia.
Piovono mail su come gestire il tempo in più, i corsi on line da fare con i figli, i corsi di auto miglioramento…francamente al momento, considerando tutto, ho anche meno tempo di prima e MENO MALE!! Non parliamo del fine settimana con i nuovi decreti che si susseguono e su cui ogni volta occorre capire cosa potrebbe cambiare per il nostro lavoro…
Non ho voglia di riflettere sulla mancanza di libertà che per me è sempre stata qualcosa di scontato come l’aria.
Non vi nascondo che non mi viene voglia di dire che un giorno guarderemo a questa vicenda come un grande insegnamento e un modo per vivere con più intensità le gioie del quotidiano.
Non doveva succedere e basta. La vita offre già ad ogni vicenda umana il suo carico di gioie e dolori, fatiche e ricompense; per tutti poteva essere sufficiente così.
Ma va bene, siamo qui e qui dobbiamo muoverci, agire, combattere, pensare e continuare a vivere in una dimensione diversa, sperando che sia una parentesi non troppo lunga.
All’inizio mi soffermavo solo su quello che stavo perdendo; pian piano capisco che anche queste giornate hanno preso la loro forma e hanno le loro gioie, sono giornate di vita per chi ha la fortuna di stare bene e forse sono un’occasione per correre un po’ meno contro il tempo e contro la corrente.
Con tutto, non vi nascondo, ho voglia di tornare alla mia vita esattamente per come era!

Gli ultimi pensieri, ma i più importanti.
Il primo pensiero a tutti i colleghi (pochi) e a tutte quelle persone che ancora devono andare sui posti di lavoro; siamo fortunati e dobbiamo saperlo, a poter continuare a lavorare da casa.
Il secondo pensiero a tutti coloro che non hanno un lavoro “remotizzabile” e in questo momento sono stati costretti in modo forzato a stare fermi, con tutte le preoccupazioni economiche che sicuramente animano le loro giornate e inquietano le loro notti; ancora una volta penso a quanto sono fortunata.
Un pensiero particolare, l’ultimo ma il più importante, a tutti quelli che hanno perso qualcuno o vivono nell’angoscia di parenti malati che non possono nemmeno vedere.
Teniamoci strette queste cose quando ci sembra tutto molto pesante.