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LA TECNOLOGIA AWS PER IL SISTEMA DI ANALISI DATI MADIASET PLAY

05/08/2020

BIG DATA & ADVANCED ANALYTICS
Competence Center

Il nostro Competence Center Big Data & Advanced Analytics, composto da oltre di 250 risorse con solide competenze su processi, tecnologie e metodologie che afferiscono a queste tematiche, ha il compito di erogare servizi in ambito Enterprise Information Management. Dal disegno strategico fino alla gestione delle applicazioni, dal supporto tecnologico allo sviluppo di progettualità in ambito BI sia tradizionale che innovativa, abbiamo solide competenze ed esperienze da mettere a disposizione dei clienti.

 

Oggi vi raccontiamo un caso di successo che hanno portato a termine i colleghi del competence center grazie all’integrazione della tecnologia AWS nel sistema di analisi dati Mediaset Play, ottenendo come valore per il cliente la riduzione dei tempi e un’analisi migliore delle informazioni.

 

L’Azienda aveva la necessità di monitorare, su base storica, il comportamento degli utenti tenuto durante la visione dei canali Mediaset tramite l’app Mediaset Play. Aubay ha quindi realizzato un sistema basato su architettura AWS che raccoglie tutti i dati provenienti dai connected device (Smart TV, set-top-box) sintonizzati sui canali Mediaset utilizzando il canale di comunicazione broadband. I dati prodotti dalle connected device venivano collezionati attraverso Amazon Kinesys all’interno di un data lake S3. Il progetto ha previsto la pulizia e l’aggregazione del dato attraverso Amazon Pipeline, l’integrazione all’interno di Redshift ed infine l’analisi su Dashboard QlikSense.

 

L’App finale “Mediaset Play KPI” consente di visualizzare i principali KPI di interesse per analizzare l’attività degli utenti tramite l’utilizzo dell’Enabler presente sulle Smart TV.

 

I principali benefici ottenuti, rispetto alla soluzione precedente, sono:

 

• Riduzione dei tempi di elaborazione e disponibilità del dato aggiornato ad inizio giornata.

 

• Alleggerimento del carico di lavoro sul DataLake.

 

• Possibilità di scalare in termini computazionali/prestazionali in qualsiasi momento all’aumentare dei volumi dati.

 

• Possibilità di fare analisi su dati storici pre aggregati.

 

User Experience e Design Thinking per promuovere la creatività e l’innovazione

07/07/2020

ORSOLA ENEA
Senior Management Consultant

La vicinanza al cliente è uno dei valori principali di Aubay; come UX Designer abbiamo la possibilità, ogni giorno, di sostenere questo valore perché la nostra professione è orientata alle persone.
L’utente, con i suoi bisogni, è al centro del nostro lavoro.

 

Come consulenti IT esperti nel campo della User Experience, abbiamo da sempre cercato di tradurre le esigenze dei Clienti in soluzioni che soddisfino gli obiettivi di business, guidandoli nelle scelte tecnologiche più adatte ed innovative.

 

Abbiamo reso questo nostro approccio ancora più professionale con la nascita del User Experience Design (UXD), metodologia che ha come obiettivo quello di rendere l’esperienza utente la migliore possibile. Ci siamo aggiornati e formati su queste nuove tecniche, migliorando e velocizzando la progettazione delle soluzioni e dei servizi per i nostri Clienti.

 

La nostra crescita professionale è stata nel tempo arricchita da corsi di formazione specifici ed esperienza sul campo, dando modo al Competence Center Microsoft di Aubay di aggiungere una nuova “focus area”: Microsoft User Experience & User Interface.

 

Negli ultimi quattro anni, abbiamo messo in pratica le conoscenze acquisite in ogni applicazione web e mobile, portale pubblico o intranet che abbiamo implementato, cercando sempre di rendere ogni azione utilizzabile e accattivante per l’utente finale.

 

A tal proposito, una case history interessante è quella del progetto BeepCar realizzata per una delle principali realtà nel settore automotive presente da più di 60 anni sul mercato della vendita delle autovetture e dei veicoli industriali.
BeepCar è un’applicazione mobile per la gestione e l’ottimizzazione della movimentazione dei veicoli sulle bisarche da una sede all’altra del Cliente.
Le necessità del Cliente erano facilitare e snellire il lavoro dei bisarchisti (addetti al carico e scarico delle bisarche), aggiornare in tempo reale lo status del veicolo e pianificare i viaggi delle singole bisarche con il relativo documento di trasporto.
Le fasi che hanno scandito la vita del progetto sono state seguite dal tutto il gruppo di lavoro creando la sinergia ottimale tra noi e il Cliente:

 

– Analisi requisiti
Studio UX
– Integrazione sistema Ottimizzazione Bloomy Decision
– Integrazione sistema DMS Infinity
– Sviluppo APP in tecnologia Xamarin

 

La fase dello Studio UX è stata orientata alla visione più attuale, e maggiormente utilizzata dagli esperti del settore, che si fonda sulla risoluzione pratica e creativa dei problemi, il Design Thinking.
Una metodologia estremamente incentrata sul Cliente. Un processo iterativo che favorisce la sperimentazione in corso d’opera, fino a trovare la giusta soluzione.
Di seguito le 5 fasi che caratterizzano l’approccio e che abbiamo utilizzato nel progetto.

 

 

Primo obiettivo è stato quello di creare empatia con il Cliente che si pone così al centro dell’iniziativa non solo dal punto di vista del business. La raccolta dei requisiti è avvenuta osservando ed interagendo con le persone, senza imporre regole assolute o standard precodificati, ma personalizzando l’analisi all’esigenza degli utenti che utilizzeranno la soluzione proposta.
Una volta definite chiaramente le necessità del Cliente, le abbiamo tradotte in un Concept, per poi trovare soluzioni e idee, scegliere le tecnologie più adatte, determinare gli attori da coinvolgere nella realizzazione del progetto.

 

Abbiamo così dato il via alla terza fase del processo di Design Thinking, l’ideazione: una delle fasi più interessanti e “divertenti”, dove chi ha raccolto i requisiti si confronta con lo User Interface Designer.
In questo caso, con la tecnica del brainstorming, abbiamo definito l’Interaction Design dell’applicazione disegnando i wireframe per descrivere l’interattività.
I wireframe sono poi stati tradotti nella User Interface dal designer, cioè nel mock up, definendo così il look & feel dell’applicazione, creando infine la Flow Interaction utile per presentare concretamente l’idea al Cliente.

 

Il Cliente, approvando la nostra proposta, ha autorizzato lo sviluppo del prototipo dell’APP: una APP installabile su device con le principali funzionalità attive. Questo passaggio è stato fondamentale per mettere alla prova ogni soluzione ed evidenziare eventuali vincoli e difetti di design.
Il prototipo è stato testato dal Cliente portando alla luce use case che non rientravano nei requisiti iniziali, ma in grado di arricchire la soluzione finale.
Gli sviluppatori hanno poi corretto e migliorato l’interazione interfacciandosi con il team di “user Interface”, così da avvicinare ancor più il risultato finale ai desiderata dell’Utente stesso.

 

Questa metodologia ha reso poi possibile la nascita vera e propria dell’APP BeepCar!
In brevissimo tempo più di 1000 utenti hanno scaricato dagli store la BeepCar unica nel suo genere, la quale è diventata indispensabile in diverse aziende europee. Processo che ha reso possibile un upgrade in brevissimo tempo rendendola Multilingua.

 


La competenza del team “UX Designer” è a disposizione dei colleghi delle varie Business Unit di Aubay.
I nostri servizi migliorano con il tempo, in quanto sempre più progetti arrivano sulle nostre scrivanie permettendoci di essere innovativi e di aiuto ai colleghi; la teoria alla base della User Experience è caratterizzata da svariate tecniche e strumenti perciò ogni progetto è diverso e nuovo allo stesso tempo.

 


La User Experience è essenziale
! Deve essere centrale in ogni fase di sviluppo del progetto; sono ormai risaputi i benefici di questo approccio che i nostri Clienti richiedono sempre di più.

Il design era il condimento che spruzzavi per gusto; ora è la farina di cui hai bisogno all’inizio della ricetta.” – John Maeda, designer e tecnologo.

Cruscotto analitico di monitoraggio Outsourcers

10/06/2020

MARCO POLLANO
Professional Services Client Manager

Outsourcing
In questi ultimi anni, all’interno delle aziende del settore bancario ed assicurativo, la complessità del business da un lato e la necessità di scambiare informazioni con differenti enti (Clienti finale, Organi di Vigilanza, Strutture Interne) dall’altro, hanno spinto il management ad esternalizzare una serie di Servizi, che sono accessori al Business, ma che consentono di ottimizzarne la crescita ed il suo svolgimento. Telefonia, postalizzazione, digitalizzazione e conservazione degli archivi, sono solo alcuni esempi di servizi che le aziende scelgono di esternalizzare.

 

Una volta che l’outsourcee (colui che esternalizza) ha selezionato i servizi da esternalizzare e i partner da coinvolgere, deve poter gestire le relazioni instaurate con quest’ultimi attraverso adeguati meccanismi di governo e controllo.

 

Il processo di outsourcing richiede quindi al committente il possesso di particolari capacità che permettano di garantire un costante monitoraggio dei processi esternalizzati per quello che riguarda volumi, tempi, efficienza, qualità; diventa fondamentale poter monitorare le performance degli outsourcer e verificare il rispetto degli SLA (Service Level Agreement) concordati in sede contrattuale.

 

Strategica nell’ecosistema digitale delle aziende, diventa dunque la presenza di uno strumento informatico di monitoraggio che consenta di centralizzare in un’unica piattaforma tutte le funzionalità necessarie per l’attività di monitoring degli outsourcers.

 

 

Analytics a supporto
Le applicazioni di riferimento consentono al Management di monitorare l’operato dei propri outsourcers in modalità end to end, attraverso la gestione di workflow operativi, l’uso di dashboard e strumenti di Advanced Analytics.
Tali applicazioni hanno il vantaggio di presentare una spiccata modularità: il sistema può essere implementato in maniera progressiva, andando incontro alle esigenze che maturano in corso d’opera.
L’obiettivo di tali sistemi deve essere quello di rendere sempre più indipendente l’utente nella configurazione dei KPI (Key Performance Indicator) e nell’uso di Self-Analytics per il monitoraggio avanzato.

 

Make or Buy?
Utilizzare una piattaforma di mercato o realizzare un’applicazione custom?
Il mio parere, frutto di una lunga esperienza maturata su applicazioni in questo ambito, è che l’apparente saving iniziale di costi che un pacchetto specialistico già presente sul mercato può garantire in fase di start-up, viene ampiamente annullato dagli sforzi successivi per adeguare la soluzione alle peculiarità dell’azienda.

 

Le chiavi per un progetto di successo
Volendo privilegiare la realizzazione di una soluzione custom, risulta importante approfondire in maniera adeguata la raccolta dei Business Requirements e l’analisi funzionale. Tali attività devono a mio parere essere condotte utilizzando tecnologie già presenti all’interno dell’organizzazione o tecnologie leader di mercato, che possono facilitare l’implementazione e ridurre i tempi per l’avvio dell’iniziativa e la messa in produzione del sistema.

 

Tale custom potrebbe prevedere un’architettura basata su 3 Layer:

 

 

1. Layer Dati: Un layer dati che attraverso processi automatici integra le informazioni elementari provenienti dai diversi sistemi e memorizza le informazioni di anagrafica dei kpi.

 

2. Servizi di Backend e Front End gestionali: Un layer di backend che si interfaccia con il database e dialoga con Web Application tramite servizi REST.
Tramite l’applicazione Web l’utente può:
a. Effettuare l’inserimento di misurazioni non automatizzate.
b. Certificare i dati e confermare l’applicazione di eventuali penali, calcolate attraverso l’utilizzo di un motore di regole completamente personalizzabile.
c. Eseguire il calcolo dei KPI.

 

3. BI & DASHBOARD: Cruscotti avanzati che consentono di analizzare le performance degli outsourcer.

 

Una volta definite in maniera puntuale la UX, la grafica e le funzionalità, la tecnologia può diventare un invariante, ma cito qualche esempio a beneficio di tutti:

 

  • Layer Dati: Db relazionali come MS SQL SERVER, Oracle, Postgress.
  • Servizi di Back end e Front-end: JAVA come linguaggio per i servizi REST e ANGULAR per la componente di FRONT END.
  • BI & DASHBOARD: QLIK, Power BI o Tableau come tool di dashboarding leader di mercato che consentono l’integrazione con strumenti di machine learning.

 

È possibile ipotizzare uno scenario di Data Platform completamente in Cloud attraverso l’utilizzo di AWS, Microsoft AZURE, Google.

 

La possibilità di estendere la base dati ad una struttura di Datawarehouse o Data Lake e quindi di immagazzinare grandi moli e varietà di dati apre le porte a scenari più innovativi che consentono di andare oltre gli scopi originari dell’applicazione: ad esempio l’inclusione di un modello di data mining in grado di fornire previsioni future sul comportamento di un certo outsourcer secondo algoritmi di Machine Learning.

 

I suggerimenti per chi ha l’opportunità di cimentarsi in un progetto analogo sono:

 

  • Disegnate e progettate in maniera completa e modulare, fatelo a quattro mani con il cliente.
  • Definite un’architettura ed un modello funzionale esaustivo.
  • Privilegiate piattaforme tecnologiche “semplici” e “di mercato” su cui trovare senza problemi competenze a costo sostenibile.

 

Infine, i consigli per l’azienda che intende dotarsi di un sistema simile:

 

  • Partite dalle esigenze di business dei vostri utenti e del management.
  • Disegnate in modalità scratch le componenti di UX, Grafica, Business Rules.
  • Realizzate un applicativo che soddisfi le vostre necessità, realizzatelo in maniera modulare organizzando il progetto in fasi e rilasci auto-consistenti. Questo vi permetterà non solo di assicurare un rapido raggiungimento dei risultati (in modo da avere anche una precisa ed immediata valutazione del ritorno sugli investimenti) ma anche di avere un valido feed-back per l’evoluzione del progetto. Ad ogni iterazione, infatti, sarà possibile modificare quanto già sviluppato in funzione delle mutate esigenze o di una migliore comprensione delle stesse.

Il CLOUD a tutto PaaS!

20/05/2020

GIOVANNI NOVELLA
Principal Management Consultant

L’obiettivo di questo articolo è descrivere le caratteristiche di uno dei modelli di applicazione del cloud, raccontandone i vantaggi che lo contraddistinguono e uno scenario di applicazione reale per evidenziarne i pregi.

 

Negli ultimi anni come Centro di Competenza Microsoft di Aubay ci siamo sempre di più specializzati nel supportare i Clienti nell’adozione di soluzioni cloud nella sua accezione più vantaggiosa: le soluzioni PaaS (Platform as a Service) previste all’interno della piattaforma Microsoft Azure.

Per questa ragione, in fase di studio delle soluzioni richieste dai Clienti la nostra filosofia è sempre stata quella di cercare di utilizzare in tutte le circostanze in cui fosse possibile, i servizi messi a disposizione dal Cloud provider nella modalità PaaS.

 

Una soluzione PaaS è progettata per supportare il ciclo di vita completo delle applicazioni: creazione, test, distribuzione, gestione e aggiornamento. Le soluzioni PaaS includono pertanto anche l’infrastruttura (server, archiviazione e rete), le componenti di middleware, gli strumenti di sviluppo, i servizi di business intelligence (BI), i sistemi di gestione dei database e molto altro.

Inoltre, il modello PaaS consente di evitare la complessità legata all’acquisto e alla gestione di licenze software, middleware, agenti di orchestrazione o strumenti di sviluppo. Si gestiscono le applicazioni ed i servizi sviluppati ed il provider cloud gestisce “tutto il resto”.

 

Vantaggi del modello PaaS

  • Riduzione del tempo per la scrittura di codice. Questo è possibile grazie alla presenza di componenti pre-codificati integrati nella piattaforma, come flusso di lavoro, servizi directory, funzionalità di sicurezza, ricerca e così via.
  • Semplicità di sviluppo per più piattaforme. Microsoft Azure offre opzioni di sviluppo per più piattaforme, come computer, dispositivi mobili e browser, rendendo più rapido e semplice lo sviluppo di app multipiattaforma.
  • Supporto di team di sviluppo distribuiti a livello geografico. Poiché l’accesso all’ambiente di sviluppo avviene tramite Internet, i team di sviluppo possono collaborare ai progetti anche quando i loro membri si trovano in posizioni remote.
  • Gestione completo del ciclo di vita delle applicazioni. Il modello PaaS offre tutte le funzionalità che servono per supportare il ciclo di vita completo delle applicazioni Web: creazione, test, distribuzione, gestione e aggiornamento, all’interno dello stesso ambiente integrato.

 

Scenario di applicazione

Un interessante scenario di applicazione del Cloud PaaS è la soluzione disegnata per un nostro Cliente che ha manifestato l’esigenza di realizzare in tempi strettissimi un portale Web “ad alto traffico”.

Il portale ha avuto tra i principali requisiti quello di permettere a circa 500.000 utenti di sottomettere le richieste di rimborso attraverso un processo guidato che tenesse conto delle direttive del decreto ministeriale e il rispetto dei vincoli procedurali dati degli istituti bancari.

A completare l’applicazione, un backend che consentisse al Cliente di gestire il ciclo di vita della richiesta di rimborso.

A seguito dell’analisi preliminare si è deciso di utilizzare la piattaforma Cloud Microsoft Azure, per ottenere le massime prestazioni con flessibilità, sicurezza e scalabilità della soluzione.

L’architettura disegnata prevedeva, come rappresentato nello schema, una soluzione PaaS totalmente a servizi configurati in alta affidabilità e con la possibilità di adeguamento automatico delle prestazioni, in caso di alto carico di lavoro.

 

I servizi cloud Azure che sono stati implementati per soddisfare le necessità del cliente sono così riassunti:

 

Azure App Service

Per l’“hosting” del portale è stato utilizzato il servizio Azure App Service.

Il servizio Azure App Service permette di creare e ospitare applicazioni Web, back-end per app mobili e altri servizi (API Rest per esempio) nel linguaggio che più si preferisce senza dover gestire l’infrastruttura.

Offre servizi di scalabilità, alta affidabilità, backup e distribuzioni automatiche da GitHub, Azure DevOps o altri repository.

 

Azure SQL Managed Instance

I dati dell’applicazione sono stati archiviati su SQL Server ed in particolare sul servizio Azure SQL Managed Instance che offre un database relazionale gestito come servizio, rendendo disponibile la versione più recente del motore SQL senza doversi preoccupare dell’infrastruttura sottostante. Per il portale in oggetto, è stato utilizzato il modello di servizio Business Critical, basato su un cluster a 4 nodi in modo da garantire l’alta affidabilità del servizio. Questo modello di architettura, basata sulla tecnologia Failover Cluster, fa sì che sia sempre disponibile un quorum di nodi di motore database in modo da non avere impatti sulle prestazioni anche quando sono presenti attività di manutenzione (update, patching).

Ogni nodo quindi gestisce tanto la potenza di calcolo che lo storage (SSD) agganciato al nodo localmente: l’alta affidabilità viene ottenuta tramite la replica dello storage e potenza di calcolo tramite la tecnologia AlwaysOn di SQL Server. Il cluster così configurato ha sempre un nodo attivo identificato come primario e 3 nodi che sono sempre allineati col primario: uno dei nodi secondari viene utilizzato in modalità “sola lettura” per l’esecuzione di query (creazione report) senza incidere sulle prestazioni del nodo primario.

Lo storage con tecnologia SSD ci permette di avere risposte a bassa latenza, nell’ordine di 1-2 ms.

 

Azure Application Gateway

L’accesso al portale è stato mediato dall’utilizzo del servizio Azure Application Gateway con funzionalità di Web Application Firewall. L’application gateway è un servizio di bilanciamento del carico del traffico Web che consente di gestire il traffico verso le applicazioni Web. Offre il redirect automatico da http a https, routing sulla base dell’url, offload SSL, multihosting e funzionalità di Web Application Firewall sulla base del set di regole definite dal consorzio OWASP (Open Web Application Security Project). Sono istanziate due istanze di Application Gateway di tipo Medium per offrire l’alta affidabilità del servizio ed abilitata la feature di Firewall per bloccare eventuali attacchi (SQL injection attacks, cross site scripting attacks, xss attacks,etc). Anche per il servizio in oggetto sono presenti automatismi che permettono la scalabilità in orizzontale del servizio in caso di alto traffico.

 

Azure Storage Account

Lo storage account Azure è il repository su cui vengono conservati i documenti uploadati dagli utenti. Viene utilizzato uno storage account BLOB, con modello di servizio Standard, che permette l’archiviazione di oggetti non strutturati come BLOB in blocchi. È configurato in modalità GRS (Geo-Redundant Storage) per offrire il 99,99999999999999% (16 9) di disponibilità del dato eseguendo la replica delle informazioni in un’area secondaria distante geograficamente dalla primaria.

 

Azure VPN Gateway

Il gateway VPN di Azure consente di instaurare connessioni crittografate tra la rete virtuale Azure dove sono presenti le risorse del portale e una (o più) sede on-premise. Tramite il tunnel crittografato il Cliente può accedere alle risorse come se queste fossero nella propria rete, senza quindi utilizzare la rete Internet pubblica.

 

Il cliente sta utilizzando l’ambiente da oltre 6 mesi riuscendo a gestire le richieste degli utenti nelle modalità e tempi desiderati.

Durante questo periodo abbiamo potuto constatare che le richieste complessive sono state circa 500.000 con dei picchi di circa 200.000 in archi temporali compresi in due-tre giorni.

Abbiamo inoltre monitorato i parametri chiave dell’infrastruttura che hanno evidenziato un utilizzo intensivo dei servizi nei momenti in cui gli utenti sottoponevano le richieste, ma senza creare problematiche di performance al portale grazie ad un reattivo adeguamento automatico delle risorse secondo delle logiche preconfigurate.

La soddisfazione manifestata dal Cliente è la miglior garanzia di aver progettato un’architettura Cloud che ha risposto appieno alle sue esigenze: uno dei fattori di successo è stata la possibilità di gestire i maggiori carichi di lavoro in modo autonomo attraverso le regole di “up scale” e “down scale” che aumentano e diminuiscono le risorse dei servizi in funzione delle necessità. Il tutto senza aver acquistato HW o licenze software ma tramite la flessibilità e potenzialità dei servizi PaaS presenti sulla piattaforma Microsoft Azure.

Pandemia, riflessioni, nuovi progetti…

14/05/2020

PAOLA TROCCIA
Human Resources Supervisor

Proprio in questo periodo ho ripensato al tempo speso all’inizio della mia carriera in cui mi sentivo in conflitto nella mia doppia identità professionale: essere un HR gestionale o di sviluppo? Avere un ruolo nei processi di gestione o nella formazione manageriale orientata ai processi di cambiamento?

 

Direte: perché in conflitto? Non era più semplice riconoscere la propria passione ed orientarsi subito ad un ruolo aziendale in HR con focus sulla formazione e sviluppo? Oggi sì… ma quando ho iniziato ad appassionarmi al genere umano e a ciò che lo motiva o gli permette di cambiare, c’erano poche aziende in Italia che prestavano attenzione ai processi di sviluppo o ai processi di total reward utili ad incentivare e ricompensare i loro dipendenti. Mi riferisco ad esempio allo smart workinkg, ai sistemi incentivanti, al welfare, ai percorsi di carriera professionale e ad un sistema di valutazione della performance.

 

In questi giorni pensavo al mio primo approccio mentale in Aubay, mi dicevo: azienda francese? Controllo spasmodico sui numeri, numeri, numeri e ancora numeri? E per di più… oddio no, non ditemelo… avrò un capo Milanese, che sicuramente penserà per antonomasia che i romani non fanno nulla e si capiscono solo tra loro!!! Cosa ne sarebbe stato di tutte le mie convinzioni, delle mie passioni, certificazioni ed esperienza professionale? Io che ho sempre creduto che la passione e la crescita personale siano un assetto primario per poter crescere come professionista ed essere umano.

 

Arrivo con questi pensieri al primo incontro con la mia responsabile, temendo di incappare in uno di quegli incontri noiosi… ed invece come per magia mi ritrovo in un incontro piacevole, colmo di battute ironiche, di simpatia. Sento accoglienza, gentilezza, ascolto, rispetto. E per dare uno schiaffo finale ai miei timori infondati mi confronto con una persona disponibile, aperta al nuovo, concreta, ma soprattutto attenta al valore ed alla relazione umana. Incredula ma felice di questa sensazione e malgrado stessi valutando altri contesti lavorativi decisi di abbracciare l’“avventura Aubay”.

 

E così, con la mia responsabile e con tutto il team HR, abbiamo cominciato poco dopo a parlare di talent management, di retention, di people management e della costruzione di un totale reward partendo dalla considerazione che oggi per trattenere le persone è importante creare un senso di appartenenza, far sentire le persone che fanno parte di un posto unico che nulla ha da invidiare ai più grandi competitor.

 

Questo è quello che facciamo ogni giorno in Aubay. Cerchiamo di inserire nei percorsi di crescita professionale quegli elementi che aiutano a formare un professionista senza farlo separare dall’essere umano. Siamo convinti che se nei processi di sviluppo le persone ritrovano sé stessi, le loro passioni, i loro desideri, se riescono ad identificarsi con l’azienda, allora sarà più facile legarsi ad essa. Tutti noi abbiamo bisogno di lavorare in un contesto in cui riconoscerci e poter fare evolvere la nostra carriera, sapendo di avere il privilegio di lavorare perseguendo il nostro sogno!

 

La forza principale di Aubay è credere nelle sue persone, che rappresentano il vero vantaggio competitivo sul mercato. Aiutiamo le risorse a conseguire gli obiettivi perseguendo un’alta performance e una forte aderenza al piano strategico aziendale, promuovendo al contempo il senso di appartenenza e la crescita della persona.

 

In tale ottica stiamo implementando nuovi processi di formazione, valutazione e sviluppo necessari ed utili alla crescita dei talenti. Alcuni sono stati già lanciati, come il feedback 360°, il processo di valutazione della performance, il continuos feedback, il processo di mentoring. Altri invece, come il Talent Management, saranno pronti a breve. A tutto ciò si affianca la formazione tecnica classica per accrescere il patrimonio di certificazioni, la piattaforma di elearning per lo sviluppo delle soft skill, la formazione sulla leadership generativa per i nostri manager che stiamo orientando verso un modello di gestione che rimanda al modello del Manager Generativo o del Manager Coach.

 

Ci vorrà ancora un po’ affinché tutto questo diventi a parte integrante del DNA di ogni dipendente, ma noi risorse del team HR siamo gente determinata. Per cui… seguiteci, perché neanche la pandemia ci ha fermato ma ci ha fatto sentire ancora più proattivi verso nuove iniziative mantenendo al contempo la protezione per la vita di tutti ed il sostegno per i dipendenti e le loro famiglie.